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Cos'è un nodulo tiroideo?
Un nodulo è una piccola protuberanza o escrescenza localizzata sulla ghiandola tiroidea; differisce dal gozzo, che invece consiste in una crescita anomala della ghiandola tiroidea; a sua volta, una ghiandola tiroidea di dimensioni eccessive (gozzo), può contenere uno o più noduli. Un nodulo è una porzione della ghiandola che differisce dal resto della superficie in quanto in rilievo o di diverso tessuto. Anche se i noduli sono molto comuni e, spesso non maligni, un medico deve tenerli sotto costante controllo. Tali escrescenze possono essere, infatti, piene di sostanze liquide (cisti) o solide, formate da tessuto tiroideo o possono essere altresì piene di sostanze solide e liquide allo stesso tempo, sanguinare al proprio interno e ampliarsi in poche ore. I noduli possono avere dimensioni estremamente ridotte, addirittura meno di un millimetro, o molto più ampie fino a raggiungere alcuni centimetri. Il numero di noduli presenti nella stessa ghiandola è variabile: una ghiandola può contenere un solo nodulo oppure più noduli di dimensioni diverse. Di per sé un nodulo non rappresenta una patologia, ma è un segnale di un problema alla ghiandola tiroidea. Diverse sono le cause alla base dell'insorgenza dei noduli tiroidei.
Come nasce un nodulo?
Il 90/95% dei noduli tiroidei è di natura benigna; si tratta generalmente della crescita eccessiva, di natura non cancerosa, del tessuto tiroideo. Solo il 5% circa è invece di natura maligna, ed è per questo motivo che è sempre utile valutare con precisione la natura di tutti i noduli. Tra le possibili cause dei noduli benigni, ricordiamo una ciste (accumulo di liquidi), tessuto tiroideo iperattivo (nodulo iperattivo) o l'insorgenza di diverse escrescenze nella ghiandola tiroidea che presenta dimensioni eccessive (gozzo multinodulare).
Quali sono i sintomi del nodulo tiroideo?
Spesso non si manifestano veri e propri sintomi, anche se la pressione dei noduli contro le pareti del collo può suggerire la presenza di una protuberanza nella gola, provocando fastidio all'atto della deglutizione, raucedine o tosse. Un nodulo può produrre ormone tiroideo in eccesso (nodulo iperattivo) e i sintomi dell'ipertiroidismo (tachicardia, perdita di peso, nervosismo, diarrea, brividi). In alcuni casi i noduli possono prodursi nella ghiandola tiroidea, meno attiva del normale: si parla in questo caso di ipotiroidismo, con sintomi quali battito cardiaco ridotto, aumento di peso, stitichezza, depressione e stanchezza.
Sono diffusi i noduli nella tiroide?
MOLTO. Secondo alcune stime, circa il 50% della popolazione sviluppa nel corso della propria vita un nodulo tiroideo, per quanto impercettibile esso possa essere. Molti noduli non vengono mai avvertiti e non causano alcun problema; in effetti, questi ultimi possono essere identificati esclusivamente tramite ecografia o radiografia della ghiandola. Solo nel 4-7% della popolazione si sviluppano noduli dalle dimensioni sufficientemente grandi per essere avvertiti da un medico, tramite palpazione del collo del paziente. Sono più comuni tra le donne e la loro incidenza cresce con il passare degli anni. Circa il 4% delle donne di 20 anni presenta un nodulo che può essere identificato semplicemente palpando il collo, percentuale che raggiunge il 9% nelle donne con più di 70 anni; i noduli interessano, invece, soltanto l'1% della popolazione maschile.
Come ci si accorge dell'insorgenza di un nodulo?
È possibile procedere a un controllo personale della tiroide, semplicemente guardandosi allo specchio, osservando la parte del collo immediatamente sotto il pomo di Adamo, luogo in cui si trova la ghiandola tiroidea. Se possibile, sarebbe opportuno illuminare la zona trasversalmente con una luce tenue, in modo tale da porre l'area interessata in una zona d'ombra. Il paziente dovrà, quindi, inclinare leggermente il capo all'indietro e osservare la zona mentre deglutisce. Se si nota una protuberanza o sporgenza, potrebbe essere il segnale della presenza di un nodulo tiroideo o un ampliamento eccessivo delle dimensioni della ghiandola tiroidea (gozzo). In questo caso, sarebbe opportuno richiedere un check-up completo o una visita medica per esaminare la zona della ghiandola tiroidea. Anche nel corso di un esame medico generico, è sempre buona prassi chiedere comunque un controllo della zona tiroidea.
Come comportarsi in presenza di un nodulo?
In presenza di un nodulo tiroideo, sarà innanzitutto opportuno rivolgersi a un medico specializzato nella diagnosi e cura dei noduli tiroidei. Endocrinologi, specialisti in medicina interna, otorinolaringoiatri e chirurghi endocrinologi dispongono di adeguate competenze per esaminare i noduli tiroidei. Il medico procederà quindi ad un'analisi accurata dell'anamnesi del paziente, al fine di accertare i fattori a rischio di un'eventuale cura della ghiandola tiroidea (inclusa l'esposizione a radiazioni), a una prima visita generica e alla prescrizione degli esami del sangue per valutare l'attività della ghiandola. In molti casi, l'approccio migliore consiste nell'asportare il nodulo, tramite aspirazione con ago sottile. Un'ecografia è, invece, in grado di misurare le dimensioni del nodulo e accertarsi dell'eventuale presenza di ulteriori noduli, mentre la scintigrafia tiroidea permette di stabilire se il nodulo è iperattivo (nodulo "caldo") o inattivo (nodulo "freddo"). Gli esami descritti non sono pericolosi né dolorosi. La biopsia con ago sottile è l'esame più accurato e fornisce almeno sei prelievi di campioni per ogni nodulo.
Un nodulo può essere causato da radiazioni?
Alcuni tipi di radiazioni sono stati associati al rischio d'insorgenza di noduli tiroidei cancerogeni. Il rischio è comunque limitato e comunque bisognerebbe essere esposti a una straordinaria quantità di radiazioni, non quelle implicate in una semplice radiografia o esponendosi al sole. È stato invece rilevato un aumento dell'incidenza dei noduli tiroidei e del cancro alla tiroide, a causa delle radiazioni di Hiroshima, Chernobyl e dei test nucleari svolti negli Stati Uniti tra gli anni '40 e '70. Le normali radiografie o le radiografie dei denti attualmente non costituiscono un rischio riconosciuto, mentre il rischio di cancro alla tiroide risulta leggermente più elevato per i pazienti che sono stati sottoposti a trattamenti con radiazioni al capo, collo, tonsille o timo. In tal caso, è opportuno rivolgersi al proprio medico per un check-up completo sui noduli tiroidei.
Come si cura un nodulo?
Il trattamento di un nodulo viene definito in funzione dalla causa. Se i campioni del nodulo tiroideo ottenuti tramite aspirazione con ago sottile risultano benigni, e non presentano cellule cancerose, il nodulo dovrà essere semplicemente tenuto sotto controllo, per assicurarsi che non cresca ulteriormente. In alcuni casi si potrà consigliare al paziente di assumere una certa quantità di ormone tiroideo, al fine di arrestare l'attività della ghiandola ed impedirle di generare nuovi noduli. Se il nodulo, invece, aumenta di dimensione, potrebbe essere necessaria un'ulteriore biopsia; nel caso in cui la seconda biopsia non dovesse fornire alcun risultato o risultasse indeterminata, potrebbe rendersi necessario l'intervento chirurgico. Questo è stato il caso, ad esempio, della moglie del vice-presidente degli Stati Uniti, Tipper Gore, operata alla tiroide; dopo essere stata sottoposta a due biopsie senza risultati chiari, si è proceduto all'asportazione della zona della tiroide interessata. Come nella maggior parte dei casi, non si trattava di un nodulo canceroso. Se, in seguito alla biopsia con ago sottile, si sospetta l'insorgenza di un tumore, è consigliabile un intervento chirurgico per asportare la parte della tiroide in questione. In tal caso, è sempre importante assicurarsi che il chirurgo abbia un'esperienza significativa nel campo della chirurgia della ghiandola tiroidea.
Come comportarsi se il nodulo risulta canceroso?
Molto spesso i noduli tiroidei sono curabili, anche nei rari casi in cui siano cancerosi. L'intervento chirurgico è un valido strumento per eliminare il nodulo canceroso; in seguito, il paziente dovrà assumere pastiglie a base di ormone tiroideo per sostituire gli ormoni della sezione rimossa e per arrestare la crescita delle cellule cancerose nel tessuto tiroideo restante. Il paziente dovrà essere seguito con grande attenzione, preferibilmente tramite test TSH, e potrà poi essere curato con iodio radioattivo, al fine di eliminare il tessuto tiroideo restante e prevenire l'eventuale sviluppo di un tumore. La predisposizione ad alcune forme di cancro alla tiroide può essere ereditaria; in tal caso, è consigliabile richiedere esami dettagliati per tutti i componenti della famiglia.
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