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Di cosa si occupa uno specialista in tiroidologia?
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Di cosa si occupa uno specialista in tiroidologia e perché dovrei consultarne uno?
Ho visitato pazienti con problemi alla tiroide per 26 anni; per 5 anni ho risposto dalle 30 alle 50 e-mail al giorno di pazienti che visitavano il mio sito, thyroid.com. Quello che più mi ha colpito è che molti di loro non avevano mai consultato uno specialista in tiroidologia e alcuni non credevano neppure esistesse tale specializzazione. Molte disfunzioni tiroidee vengono curate da medici generici, internisti, chirurghi, esperti in medicina nucleare, otorinolaringoiatri e, nel caso del cancro alla tiroide, oncologi. Questi specialisti raramente consigliano a un paziente di consultare un esperto in tiroidologia, o perché ritengono che non sia necessario, o perché non hanno precisi riferimenti nella zona di residenza del paziente. Considerando che le malattie della tiroide rappresentano raramente un'emergenza, è possibile rivolgersi ad uno specialista che operi in un'altra città o in un'altra regione e che potrà fornire una diagnosi generalmente invariabile per il resto della vita del paziente, salvo rare eccezioni. Si capisce, pertanto, che la prima visita riveste grande importanza per la salute del paziente.
Di cosa si occupa uno specialista in tiroidologia? Esistono diverse specializzazioni in questo campo ma, per il paziente, uno specialista in tiroidologia clinica è colui che è in grado di effettuare diagnosi appropriate e di prescrivere le cure necessarie per disfunzioni tiroidee. Uno specialista in tiroidologia è esperto in medicina interna, endocrinologia, esami dell'ormone tiroideo, medicina nucleare, citopatologia, oncologia ed ecografia. In generale, nelle cliniche di tiroidologia, è possibile effettuare in loco all'istante o nel giro di pochi giorni quasi tutti gli esami necessari.
Per quali motivi un paziente dovrebbe consultare uno specialista in tiroidologia, anche se gli altri medici non lo ritengono necessario? Secondo alcuni studi, consultare un esperto in materia ai primi segnali di una disfunzione tiroidea, può evitare molti problemi di salute. Infatti, un paziente che non riceve le necessarie attenzioni nella fase d'insorgenza di problemi legati alla tiroide, con ogni probabilità avrà bisogno di una terapia estensiva in seguito. Molti esempi confermano questa tesi. A una paziente era stato diagnosticato un alto tasso di ormone TSH, con la prescrizione di una cura a base di ormone tiroideo, senza però che venissero studiate le vere cause del problema e senza che fosse stato studiato attentamente il funzionamento della tiroide. Qualche anno dopo è comparso un nodulo tiroideo. Un altro paziente è stato operato da un chirurgo inesperto, con la successiva manifestazione di danni ai nervi e problemi di calcio; prima di intervenire, il chirurgo non aveva consultato nessuno specialista in tiroidologia. Nel caso in cui fosse necessario l'intervento chirurgico, lo specialista in tiroidologia consiglierà un chirurgo che pratica almeno 50 tiroidectomie all'anno, al fine di ridurre al minimo i possibili rischi e complicazioni.
Ecco alcuni sintomi che dovrebbero suggerire a un paziente l'esigenza di un consulto.
1. Gli esami del sangue rilevano disfunzioni della tiroide. Se il medico curante intende curare il paziente, è sempre meglio richiedere un consulto; se il medico curante, invece, non lo ritiene necessario, risulta ancora più sensato esigere un'ulteriore opinione esterna. L'errore più comune consiste nel non ritenere necessario un consulto alla luce di valori anomali del test TSH. Tali valori, infatti, sono anomali sia in presenza di ipotiroidismo che di ipertiroidismo e non ha senso definire una terapia, prima di conoscere la causa precisa della patologia. Affidarsi esclusivamente al proprio medico curante, senza consultare un esperto in tiroidologia, può essere molto rischioso.
2. Quando viene individuata un'escrescenza nella ghiandola tiroidea. In tal caso, è consigliabile rivolgersi ad uno specialista prima di sottoporsi ad una biopsia o a qualsiasi altro esame.
3. Il paziente che non si rivolge ad uno specialista, sottoponendosi a biopsia e a cui viene successivamente consigliato l'intervento chirurgico, può sempre rivolgersi ad un esperto in tiroidologia. Un'analisi completa della ghiandola tiroidea potrà suggerire diverse interpretazioni dei risultati della biopsia o, in seguito a una revisione della biopsia, si potrà stilare una diagnosi diversa. In questo modo, sarà possibile determinare la maggiore o minore correttezza della biopsia è corretta o meno e, in quest'ultimo caso, potrà essere prescritta un'ulteriore biopsia. é possibile evitare l'intervento chirurgico.
4. Non è mai troppo tardi per rivolgersi ad uno specialista, anche nel momento in cui è già stato fissato l'intervento chirurgico. L'esperto in tiroidologia potrà, infatti, esprimere in tutta onestà il suo parere sull'opportunità di un intervento chirurgico e, nel caso in cui quest'ultimo si rivelasse necessario, valutare se il chirurgo incaricato dell'operazione abbia le competenze e qualifiche necessarie per ridurre al minimo i rischi. Lo specialista può a sua volta consigliare un chirurgo di fiducia per l'intervento chirurgico; non bisogna dimenticare che l'intervento chirurgico ai noduli tiroidei non rappresenta un'emergenza e il paziente ha a disposizione tutto il tempo necessario per assicurarsi di fare la cosa giusta, con il migliore chirurgo della tiroide disponibile.
5. In caso di diagnosi di cancro alla tiroide. Molti pazienti credono che un oncologo sia il medico giusto a cui rivolgersi: non sempre è vero. Uno specialista in tiroidologia, ad esempio, non si prenderebbe la responsabilità di curare un cancro alla mammella con chemioterapia, in quanto non è esperto in materia. Analogamente, un oncologo non è esperto né in tumori alla tiroide, né in tumori alle ghiandole endocrine (questi ultimi vengono di solito curati senza ricorrere alla chemioterapia). Il cancro alla tiroide è un tumore dell'ormone tiroideo è deve essere pertanto curato da un esperto in tiroidologia. I farmaci utilizzati di solito dagli oncologi non hanno nessuna utilità nella cura del cancro alla tiroide e la stessa terapia con radiazioni esterne in molti casi si rivela inutile. Da parte sua, nemmeno lo specialista in medicina nucleare, a meno che non abbia una formazione specifica in tiroidologia, situazione piuttosto rara di questi tempi, è in grado di guidare un'équipe di medici che si occupi del trattamento del cancro alla tiroide; potrebbe, infatti, prescrivere esami e terapie a base di isotopo radioattivo in quantità eccessiva, quando esistono metodi più moderni e migliori per la diagnosi e la cura dei tumori. Secondo alcuni esperti in medicina nucleare, la terapia a base di isotopo radioattivo salverebbe la vita di molti pazienti, ma non vi sono prove evidenti a conferma di tale teoria. Tale terapia, infatti, non cura la patologia e può inoltre causare la leucemia; può comunque rivelarsi utile, ma spetta all'esperto in tiroidologia ponderare i rischi e i vantaggi di quest'ultima, piuttosto che prescriverla in tutti i casi, come spesso accade.
6. Quando vengono prescritti esami e terapie a base di isotopo radioattivo per curare il tumore alla tiroide, che possono durare fino a 6 settimane. Il paziente non gradisce la terapia, ma crede sia l'unico trattamento possibile. Oggi non è più così e si può sempre richiedere un secondo consulto, sarà lo specialista in tiroidologia a decidere se è il caso o meno di continuare con la terapia in questione. Esistono, infatti, metodi per la cura dell'ipotiroidismo più moderni che ti permettono di NON soffrire di ipotiroidismo, con la possibilità di continuare la terapia per la cura della tiroide anche nel corso degli esami e del trattamento.
7. Il paziente presenta anticorpi tiroidei nel proprio sangue, ma il medico curante sostiene che gli altri esami tiroidei non mostrano anomalie e suggerisce pertanto di farsi rivisitare tra un anno. Si tratta di un grave errore di valutazione, in quanto la presenza di tali anticorpi spesso è il segnale di una disfunzione e in questo caso un medico non dovrebbe rimandare di un anno un'ulteriore visita. Il paziente, in questi casi, deve richiedere un consulto e, in caso di rifiuto, pretenderlo a tutti i costi.
8. Il periodo di gravidanza e quello post-parto possono presentare molti rischi per le pazienti affette da disfunzioni tiroidee. Questo è il momento giusto per rivolgersi a un esperto in tiroidologia, anche se l'ostetrico o il ginecologo non lo ritengono necessario. Danni cerebrali al bambino in seguito a parto prematuro, con madre affetta da ipotiroidismo; ipertiroidismo fetale trasmesso al bambino da madre sottoposta in passato ad una terapia per gravi disfunzioni tiroidee; cambiamento del dosaggio di ormone tiroideo durante la gravidanza; istruzioni erronee sull'utilizzo delle vitamine neonatali con l'ormone tiroideo, che può causare l'ipotiroidismo; insorgenza di ipertiroidismo e ipotiroidismo in seguito al parto.
Questi sono solo alcuni esempi dell'importanza di una visita con uno specialista in tiroidologia, all'insorgere dei primi sospetti di patologia della tiroide; considerando, inoltre, che le disfunzioni tiroidee si manifestano a lungo termine, ogni momento è buono per consultare uno specialista e mettere a punto una terapia adeguata.
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Centro Diagnostico di Tiroidologia di Santa Monica
Dr. Richard B. Guttler, Direttore
1328 16th Street Santa Monica CA 90404
Phone: (310) 393 8860 Fax: (310) 395 8147
Outside California: (800) 408 4909
E-Mail: Dr.Guttler@thyroid.com
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NOTA BENE:
Le informazioni presenti in questo sito hanno una funzione meramente didattica e non intendono fornire consulenza medica o professionale. Pertanto non dovranno essere utilizzate per diagnosticare o curare una patologia o un problema di salute, né potranno sostituire le cure mediche professionali. Se hai o semplicemente sospetti di avere un problema di salute, consulta il tuo medico.
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Questa pagina ha aggiornato su: 02/08/2003
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